Donne e uomini nudi, atti osceni in luogo (semi)pubblico tipo un porn canale, dark room? Amplificatori sparati a mille, di un rock che dovrebbe far cascare i muri e aprire le porte della coscienza, trascinando in ipersensazioni che provano a rinnovare l’Harmonia delle Sphere? A riprodurre le meraviglie dell’Iperuranio o a disselciarle? (dipende dai punti di vista.)

Hardcore è tutta la musica, in realtà, che spinge la vita ai suoi limiti estremi, quelli della bellezza o della dissonanza, rapimento estetico o protocollo dell’orrore. Hardcore, nuda struttura è Bach e lascia denudati; orale è Verdi, incistato in una lingua forte, drammatica; fondo profondo Beethoven; insinuante Mozart; un’esplosione che trascina sotto, sopra di fianco altrove, confondendo i sensi, Mahler.

Sedute che sconvolgono, discese nell’abisso di una stanza oscura, con la speranza di risalire per vie estreme al cielo, sono Schönberg e la musica del Novecento.