Con buona pace di qualche tristo figuro, che giorni fa si augurava quest’anno di fare a meno del 25 Aprile, la Liberazione verrà celebrata come di consueto, anzi forse con maggior carico emotivo. Certamente non mancheranno i festeggiamenti a Bologna, città medaglia d’oro alla Resistenza e da sempre luogo di culto della conservazione di quella memoria. E per farlo, nonostante la quarantena, si prevedono nuove e importanti iniziative. Su tutte, la presentazione al pubblico di The Forgotten Front. La Resistenza a Bologna, film diretto da Paolo Soglia e Lorenzo Stanzani, che dal 21 al 25 aprile sarà in streaming su MYmovies al prezzo davvero simbolico di 3 euro e con la possibilità di vederlo con tutta tranquillità entro 24 ore dalle 19.30 di ciascun giorno. Inoltre, tutti i giorni alle ore 19, si terranno incontri a più voci con chi ha contribuito alla realizzazione del film.

The Forgotten Front si è avvalso inoltre del sostegno della Regione Emilia – Romagna e dello sponsor Hera e va a inserirsi in una triangolazione con Comune di Bologna e Cineteca di Bologna per i festeggiamenti del 75° anniversario della Liberazione.

Il fronte dimenticato, come lo definì all’epoca il “New York Times”, è proprio la Linea Gotica, su cui Bologna era la più grande città del nord Italia a trovarsi. Nel lungo inverno tra ‘44 e ‘45 le forze alleate fermarono l’avanzata lungo lo stivale, convogliando le energie verso Berlino e, di fatto, lasciando alle milizie partigiane il grosso del combattimento sul territorio.

Il film è salutato con entusiasmo per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto si serve di materiale inedito preziosissimo, fra documenti ed immagini, racimolato in un lavoro lungo due anni presso moltissimi archivi nazionali ed esteri. Il materiale del film, con tutta l’eterogeneità di qualità, carattere e origine – spiegano gli autori – vuole essere la cifra stilistica del lavoro: restituire la varietà dei vissuti e dei punti di vista, delle esperienze e dei singoli che la resistenza la scoprivano e la partecipavano giorno per giorno. Come anche il ricorso voci di speaker giovani è una scelta voluta per rendere anche acusticamente l’immagine di un movimento che fu opera soprattutto di ragazzi e ragazze, spesso ancora adolescenti. Un secondo motivo di originalità del film è la concentrazione sulla resistenza cittadina, una storia davvero a sé per dinamiche e metodi dei combattimenti, e ancora poco raccontata. Per farlo, il film, che poi è un documentario, è assicurato da un apparato di ricerca accuratissimo, vagliato dagli storici Luca Alessandrini, Luca Baldissara, David W. Elwood e Toni Rivatti.

Terzo motivo di interesse, il primario per noi, è la colonna sonora del giovane compositore Marco Pedrazzi, che è stata registrata dal vivo grazie al sostegno del Teatro Comunale, che ha messo a disposizione gratuitamente al progetto la sua orchestra con grande organico, il direttore Stefano Conticello e, ça và sans dire, tutto quello che ne consegue in termini di organizzazione e spesa. Il fatto è tanto più insolito in un’epoca in cui si ricorrere quasi esclusivamente a orchestre virtuali. Ma – spiega il sovrintendente del teatro Fulvio Macciardi – è motivo di orgoglio, perché il Teatro Comunale sposa appieno lo “spirito di servizio” di un progetto corale e cittadino come The Forgotten Front, affiancandosi con piacere accanto al Comune e a partner storici come la Cineteca, con cui da anni promuove la sonorizzazione dal vivo dei grandi capolavori del muto all’interno della rassegna Cinema Ritrovato. La musica ha infatti un ruolo principe nel cinema e alle volte, tramite il suo potere evocativo, riesce ad eternare le stesse immagini che accompagna.

Stefano Conticello e l’orchestra del Teatro Comunale di Bologna

La colonna sonora di Pedrazzi accompagna le immagini con evidente e giusta partecipazione e i mezzi ampi dell’orchestra sinfonica gli permettono una sperimentazione su più registri e stili, corrispondente anche alle necessità multiformi delle immagini. Così, sentiamo i temi noti della Resistenza citati, ora sommersi, ora accennati, ora evidenziati, che tornano come leitmotiv, ma non troppo uguali, a dare una vivace unità alla narrazione. Vi sono poi brani dalla scrittura ampia e romantica ad altri tinti dalle belle asperità dei linguaggi contemporanei, mezzi usati per accompagnare la diversità di emozioni e situazioni di cui vive il film. A questi spunti si affianca addirittura l’eco di una composizione di Giacomo Antonio Perti, il maestro del barocco bolognese, che aleggia quasi a simbolo della voce antica e sapiente della città martoriata. Scrive il compositore nella presentazione delle musiche: «passato e modernità, dunque, temi popolari e tradizione sinfonica, musica bolognese ed europea, vuoti e pieni, concitazione e rarefazione. Così è nato il commento sonoro di un lavoro complesso, nel senso più etimologico del termine, e così importante per la nostra città, ma non solo».

(https://video.repubblica.it/edizione/bologna/bologna-l-orchestra-del-comunale-suona-la-colonna-sonora-di-un-documentario-sulla-resistenza/352123/352698)

Qui il calendario degli incontri sui profili social MYmovies e Cineteca di Bologna:

21 aprile, ore 19: Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani (registi) modera Gian Luca Farinelli (direttore Fondazione Cineteca di Bologna)

22 aprile, ore 19: Giacomo Manzoli (presidente Istituto Parri) e Siriana Suprani (Fondazione Gramsci)

23 aprile, ore 19: Angelo Varni (storico) e Marco Pedrazzi (compositore delle musiche originali)

24 aprile, ore 19: Luca Alessandrini (direttore Museo della Resistenza) e Anna Cocchi (presidente Anpi Bologna)

25 aprile, ore 19: Paolo Soglia e Lorenzo K. Stanzani (registi) 

Diego Tripodi