La professoressa Silvia Carrozzino, docente di Storia della musica nel nostro Conservatorio, ci propone alcune riflessioni polemiche suscitate da un servizio televisivo andato in onda nei giorni scorsi. E ci invita a riflettere sulle possibili modalità di rientro nelle nostre scuole…

Il servizio televisivo sugli studenti dei Conservatori che suonano a distanza affrontando il tempo del Coronavirus è figlio di una (dis)informazione che in queste settimane sta arrecando enormi danni in tutti i settori. Il povero fagottista sembra quasi un intruso… che rappresentazione incompleta!

Ecco il link al servizio andato in onda sul Tg1:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0e735049-eb6d-4b7c-a300-106f137c386a-tg1.html?fbclid=IwAR3rXoMJScTO0iqYc0yGSLMt9dZrxVRpvqSAjem7tR_btlEIJBJIhgo1jS0

Cancellati secoli di Musica, di eccellenza, di patrimonio!

Ci penseremo quando sarà di nuovo possibile… Nella speranza che le prossime conferenze dei direttori mettano in luce come nell’Afam coesistano realtà didatticamente molto diverse.

Ma ne approfitto per guardare oltre e sollecitare una riflessione sul possibile rientro.

La didattica a distanza, tra la diffidenza di alcuni e il triplo impegno di altri, sta procedendo – almeno per alcuni corsi. Molti studenti hanno voglia di far fruttare questo tempo, e così la didattica istituzionale si è arricchita di una didattica emozionale, che come “La Cura” di Battiato ci salverà!

Dobbiamo rientrare, con il distanziamento, con un’organizzazione responsabile che garantisca la sicurezza di tutti, con disinfettanti agli ingressi e mascherine, magari con orari differenziati: pari e dispari, strumentisti e cantanti, jazzisti e cameristi… ma dobbiamo rientrare!

E se sarà necessario faremo lezione di domenica e all’aperto nel chiostro… metteremo un pianoforte davanti allo scalone del Torreggiani e andremo avanti!

Passerà molto tempo prima che si torni nei teatri, nelle sale da concerto e negli auditorium…e allora ? Non aspetteremo di prendere polvere come negli splendidi dipinti di Baschenis! Andremo nelle piazze, nei cortili, per strada, nella nostra Piazza Rossini, e speriamo di sentirli presto risuonare come segno dell’inizio di un ritorno al futuro.

Silvia Carrozzino