HARLEM GOSPEL CHOIR è un coro gospel famosissimo in America e conosciuto in tutto il mondo. E’ stato fondato nel 1986, ed è composto da 9 cantanti tra i più famosi delle Chiese Nere Americane, 6 donne e 3 uomini, accompagnati da un batterista e da un tastierista.

I cori Gospel nascono con l’abolizione della schiavitù in America nel 1865. Durante il periodo della schiavitù i padroni proibivano agli schiavi neri di cantare e ballare ma, soprattutto di stare insieme, di comunicare e di stringere relazioni tra loro. Gli schiavi neri però si riunivano in segreto e attraverso la musica esprimevano le loro sofferenze e le loro speranze. Con l’abolizione della schiavitù, i neri iniziarono a frequentare le chiese e le canzoni gospel iniziarono a fondere temi sacri e gestualità profane. Nasce così la musica gospel di cui gli Harlem Gospel Choir sono vivaci eredi.

La fama di questo coro, ormai consolidata, ha portato gli Harlem Gospel Choir di fronte a uomini famosi come Nelson Mandela, Il Presidente Obama, e tanti altri, ma il loro successo è soprattutto legato al messaggio di pace e di amore che diffondono attraverso i loro testi musicali.

Alcune loro canzoni come “You are good” oppure “ Oh happy day” parlano della bellezza della vita, del desiderio di amore e di serenita’.

Gli Harlem Gospel Choir si è esibito a Bologna il 17 Dicembre 2019 al Teatro Duse ed il successo e il calore con cui è stato accolto hanno dimostrato quanto sia conosciuto ed apprezzato anche dal pubblico italiano e, in particolare, da quello bolognese. Come spettatore dell’evento sono rimasto molto sorpreso di come sono andate le cose. Infatti all’ingresso il gruppo ha posto subito tre ferree regole al pubblico:

  1. non si potrà rimanere fermi durante lo spettacolo
  2. si dovrà essere necessariamente rumorosi
  3. è obbligo girarsi a destra e a sinistra e sorridere al vicino

Il progetto dei componenti dell’Harlem Gospel Choir è quello di diffondere il sorriso nel mondo. Sembra un messaggio semplice ed elementare ma nella realtà dei nostri giorni realizzarlo è tutt’altro che facile. Il coro afroamericano sostiene che bisogna sempre sorridere perché è il regalo più bello che possiamo fare alle persone che ci stanno accanto.

Il concerto in sé è stato talmente coinvolgente, che ho pensato di essere in una festa tra amici, la sala era piena di gente che applaudiva a tempo e che ripeteva alcune frasi dei cantanti. Sostenere che il clima fosse gioioso è veramente riduttivo, la performance fatta di coinvolgimento del pubblico, attraverso continue richieste di cori, di mani alzate in movimento ritmico con la musica, con gesti di fratellanza e di armonia è tutta mirata a creare un clima che avvolge e che rende tutti vicini per superare l’intolleranza e la diffidenza. Il Teatro Duse improvvisamente si era trasformato in uno spazio senza confini, un’illusione collettiva dove si ballava, cantava, ci si agitava sorridendo e comunicando con i vicini. Il grande miracolo che hanno compiuto queste nove possenti voci afroamericane è stato quello di creare un benefico delirio collettivo per raggiungere l’armonia tra gli uomini e soddisfare il bisogno sempre più forte di comunità.

Michelangelo Farnè