“Nella forma tripartita delle sonate della musica dell’epoca romantica, in modo simile, dopo il largo o l’adagio che esplora le parti più intime e spesso buie di una composizione, si esce di solito con un presto o un allegro.

Il naufragar m’è dolce in questo mare viene citato continuamente perché è il desiderio di gettarsi alle spalle le difficoltà che un pensiero speculativo può porre all’esistenza. Certo, la vita può anche essere pensata come un nulla. Sicuramente lo è di fronte alle galassie, al silenzio profondo, alla morte. Eppure le persone che amiamo riempiono l’immaginazione di pensieri, così la natura e alla fine anche la rappresentazione che ci facciamo di noi stessi quando, innamorati del mondo, vogliamo vivere. 

Attraverso l’infinito si sono presentate domande di cui cercherà di sviluppare alcuni possibili itinerari.” – da Verso l’Infinito di Enrico Palandri.

Itinerari, come quelli musicali che FontanaMIX Ensemble ha presentato recentemente in duplice occasione, ma in linea con un modus operandi di “spettacolo-narrazione” che è loro peculiare e non certo nuovo.

Il primo, offerto a chiusura della rassegna Songlines e monografico sull’Infinito di Leopardi – di cui quest’anno, oramai volto al termine, ricorrevano i duecento anni dalla scrittura – presso uno spazio bellissimo a pochi chilometri da Bologna, Le Torri dell’Acqua di Budrio. Da più di un decennio, questi vecchi serbatoi agrari riattati ad auditorium sono divenuti, grazie allo sforzo brillante della Fondazione Cocchi e al sostegno di musicisti e addetti ai lavori di grande esperienza tra cui FontanaMIX, un tempio di idee dall’eco addirittura internazionale, capace di far attecchire il meglio della musica contemporanea negli sperduti avamposti della Bassa padana. Come tutte le cose nobili di questa disgraziata arte in questo disgraziato Paese è molto probabile che il nuovo anno ponga una fine a questa esperienza, a causa di molteplici difficoltà, cui lo spazio concessomi non permette qui di affrontare, ma rimando tutti a scoprire consultandone la pagina Facebook (https://www.facebook.com/pg/LeTorridellAcqua/notes/?ref=page_internal).

Il concerto del 2 dicembre, dunque, aveva come protagonisti i versi immortali del buon Giacomo restituiti attraverso le riflessioni profonde e ugualmente poetiche di Enrico Palandri – scrittore contemporaneo, autore, fra gli altri titoli, di Boccalone, romanzo costruito sullo sfondo del movimento bolognese del ‘77 – (https://www.doppiozero.com/materiali/verso-linfinito-di-giacomo-leopardi), nella lettura suggestiva di Giovanni Chessa, animatore storico de Le Torri. Le riflessioni interrompevano al momento giusto il flusso continuo della musica di ben quindici opere prime commissionate per l’occasione dall’ensemble ad altrettanti giovani e meno giovani autori di un nutritissimo vivaio compositivo quasi interamente bolognese (Alessandro Anatrini, Maria Stella Andreacchio, Roberto Conz, Michele Foresi, Armando Gagliano, Virginia Guastella, Gioia Guroli, Mathias Hopf, Elisa Quarello, Antonio Macaretti, Mino Marani, Roberta Peroni, Luigi Sammarchi, Jonatan Sersam, Marco Spagnolo).

Il secondo itinerario si è avuto in diverso eppure simile contesto, il giorno 10 dicembre, presso la storica sala Mozart di via Guerrazzi 13 a Bologna, in occasione del concerto finale del corso di perfezionamento in Alta Composizione Musicale, da anni allestito dalla Accademia Filarmonica con docenti Azio Corghi e Mauro Bonifacio. Ancora una volta prime assolute di giovani compositori bolognesi (“solo” sette e con una felice maggioranza femminile: Luisa Antoni, Irene Calamosca, Annachiara Gedda, Pietro Magnani, Diana Montanari, Paola Samoggia, Federica Volante); ancora una volta esecutori i volenterosi strumentisti di FontanaMIX, con un ensemble ridotto ai soli clarinetti di Marco Ignoti, al violoncello di Sebastiano Severi, alle chitarre di Walter Zanetti e al pianoforte di Stefano Malferrari. Ancora una volta, spunto compositivo un anniversario, i centocinquanta anni dalla scomparsa dell’estroverso e un po’ sottostimato Berlioz, il cui principio di idée fixe era stato eletto a motore ispiratore dei brani in programma.

Manoscritto della Sinfonia Fantastica di H. Berlioz

Sulla bravura dei FontanaMIX non dovrei esprimermi troppo, poiché rischierei facilmente che il mio sincero entusiasmo per la loro arte venga scambiato per piaggeria di cattivissimo gusto. Eppure, non saranno certo le mie lodi ad aggiungere o togliere nulla a una realtà da sé stessa giustificata e che fa di questo ensemble senza dubbio una delle cose musicali più preziose in città. Oltre l’intesa che questi artisti sono riusciti senza dubbio a costruire e che ogni volta mi sembra avere qualcosa di mostruoso, sono la sensibilità e la verità che riescono a imprimere alla scrittura cosiddetta contemporanea la cifra più originale, restituendo una grande piacevolezza anche nei lavori più deboli.

Caso che non era assolutamente nessuno dei due in questione. È stata infatti una sorpresa non scontata scoprire quanta musica bella, fresca, ricca di immaginazione e buon gusto oggi si scriva, anche in circuiti che potremmo definire minori, ma solo perché privati delle giuste occasioni di attenzione. Una consolazione per i cuori più inclini a lasciarsi scoraggiare dal declino dei tempi. E allora, ancora un altro plauso agli interpreti che, in meno di una decina di giorni, hanno testimoniato questa attenzione due volte con meritoria opera di divulgazione.

Diego Tripodi