Esiste un festival per il jazz? Apri questo Articolo!

Vuoi sapere se esiste un appuntamento musicale jazz importante a Bologna? Beh, direi che stai leggendo l’articolo giusto. Infatti, qui racconto del BJF (Bologna Jazz Festival), rassegna che si tiene nella nostra città a partire dal 1958 e, quindi, ha una storia ormai collaudata.

Il BJF, ogni anno, presenta con programmazioni raffinate musicisti di grande prestigio, sia per il grande pubblico che per gli spettatori più esigenti, proponendo, tramite un vantaggioso abbonamento, una serie di concerti in teatri e auditori ma anche da consumare nelle osterie, nei bar e lungo le vie della città. Inoltre, uscendo dalle mura metropolitane, oltre ai teatri e ai luoghi bolognesi, il festival è di casa anche nei comuni intorno, non si ferma solo a Bologna e provincia, ma si estende anche a Ferrara, Modena e Forlì.

Quest’anno si è tenuto nei mesi di ottobre e novembre con concerti per abbonati che hanno visto esibirsi numerosi artisti rinomati, a cominciare da uno del calibro dello statunitense Pat Metheny, compositore e chitarrista jazz tra i più famosi in attività, grande sperimentatore di suoni per chitarra che con questo strumento si esibisce in straordinarie orchestrazioni che miscelano il contrappunto classico e le musiche sudamericane e mediterranee.

Poi si è esibita la diva del jazz popolare, Dianne Reeves, cantante jazz tra le più famose del nostro tempo, i cui vocalizzi ci ricordano Ella Fitzgerald, con retrogusti alla Sarah Vaughan e alla Billie Holiday.

Non dimentichiamo poi il trio del ritmo per eccellenza, con Zakir Hussain (percussioni), Dave Holland (contrabbasso), Chris Potter (sassofono). Un combo straordinariamente affiatato, dove Zakir Hussain, produce una base ritmica originale con tamburi di varie dimensioni sui quali le sue dita scorrono a velocità “supersonica”.

Indimenticabile è stato anche l’eccentrico intrattenitore brasiliano Hermeto Pascoal che ha letteralmente ipnotizzato il pubblico. Egli ha coinvolto gli spettatori che lo ha seguito, divertito nel ripetere i suoi gutturali suoni che con lui diventavano vera poesia musicale. È difficile incasellarlo in un genere musicale unico, perché la sua genialità e il suo estro lo portano verso orizzonti straordinari.

I luoghi dei concerti sono naturalmente i teatri più prestigiosi di Bologna come l’Unipol Auditorium, il Teatro Duse e il Teatro Europauditorium. Mentre gli altri locali che ospitano le serate dove poter andare per ascoltare jazz sono la cantina Bentivoglio, Bravo caffè, Binario 69, Jazz & music club e tanti altri.

Vorrei ricordare che la manifestazione comprende anche un progetto didattico molto ambizioso che vede coinvolti, in un workshop diretto dai docenti Pasquale Mirra e Stefano Ricci, gli alunni di Segno Sonico e Tower Jazz Composers Orchestra che hanno realizzato musiche e disegni divulgati durante il BJF. Il progetto didattico comprende anche lo “scrivere la musica” con lo scopo di fornire informazioni utili sui rapporti tra musica e scrittura. Infine ultimo, ma non meno importante, un progetto sociale che comprende l’organizzazione di concerti in due strutture bolognesi, coinvolgendo persone senza fissa dimora e con necessità primarie a Bologna, intrattenendoli durante la cena serale e allietandoli con la musica. Il coinvolgimento della popolazione cittadina ha lo scopo di avvicinarsi ai più deboli e di contribuire con un’offerta da devolvere alla struttura ospitante.

Michelangelo Farnè

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