Un ricordo del violinista Riccardo Brengola in occasione della donazione della sua biblioteca al Conservatorio

 Affetto. Trasmissione. Amicizia. Rigore. Dono. Musica. Queste parole venivano in mente, martedì 29 ottobre, durante la cerimonia che ricordava Riccardo Brengola (1917-2004), grande violinista e didatta, primo violino del Quintetto e del Sestetto Chigiano, solista carismatico in tanti concerti per violino dell’orchestra della Rai.

Brengola era stato anche docente al Conservatorio “G. B. Martini”, legatissimo a Bologna, allievo di Arrigo Serato, a sua volta esponente della scuola violinistica bolognese. Con lui si sono formati moltissimi strumentisti e, tra gli altri, il direttore del Conservatorio, maestro Vincenzo De Felice.,

Il ricordo – alla presenza di familiari, di allievi e amici di Brengola, come i violinisti Giovanni Adamo e Cristiano Rossi, il liutaio Roberto Regazzi, con messaggi di saluto di un altro ex allievo come il direttore del Conservatorio di Torino Marco Zuccarini e del pianista Fausto Di Cesare, collaboratore di Brengola – celebrava anche una buona notizia per il nostro istituto. La decisone del maestro Constantin Zanidache, che fu amico e assistente di Brengola, di donare al “Martini” la biblioteca personale del maestro, tanto da rinforzare la memoria del musicista attraverso una nuova possibilità di accesso a carte che contengono, sopra le note, suoi appunti, suoi segni, sue indicazioni o osservazioni.

In questa occasione il professor Piero Mioli ha tracciato anche un quadro sulla “scuola violinistica bolognese”, definizione di un oggetto in continuo movimento, perché non è mai esistita una tradizione “pura”, ma sempre costituita di incroci tra persone di provenienze ed esperienze diverse. Lo studioso ha fissato una data di partenza nell’Accademia Filarmonica fondata nel secondo Seicento, un primo snodo costituito da Arcangelo Corelli, che da Bologna a Roma rende universale uno stile, per poi tracciare i fili di una trasmissione otto-novecentesca che tramite Serato, Gulli e Brengola arriva ai giorni nostri.

L’incontro, presente il presidente del Conservatorio professoressa Jadranka Bentini, la bibliotecaria Annarosa Vannoni e vari professori, è stato condito di aneddoti che hanno ricostruito con affetto, da parte di chi lo aveva conosciuto, la personalità umana e artistica di Brengola. Sono stati proiettati anche pochi video esistenti in cui Brengola suona come solista, mostrando quella straordinaria tecnica che faceva apparire il suo fraseggio e il suo suono spontanei, “naturali”, ricchi di fantasia nel rispetto di quanto scritto in partitura.

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