Daniele Furlati: musiche per il cinema

Un pianoforte, uno schermo e la bravura del pianista e compositore bolognese Daniele Furlati: questi sono gli ingredienti che Musica Insieme COntemporanea (MICO) ha scelto di impastare per offrire al pubblico il piatto Schermi e tastiere mercoledì 13 presso l’oratorio san Filippo Neri. Il protagonista della serata ha alle spalle una produzione musicale per teatro, spot pubblicitari, documentari e cinema, per il quale ha composto nel 2009 le musiche di L’uomo che verrà ”(2009) di Giorgio Diritti. È proprio il rapporto che il compositore ha con il grande schermo il centro intorno al quale ruota l’evento in questione: Furlati sale sul palco e per la prima metà del concerto lo vediamo preso dagli ottantotto tasti del pianoforte per l’esecuzione di tre pezzi: la Ballata del Cinema, Gli occhi gli alberi le foglie e Miss Universo. Successivamente vengono passate in rassegna alcune sue composizioni per L’uomo che verrà frammiste a lavori di altri compositori: il minimo comune divisore dei brani proposti è la persona di Giorgio Diritti, regista anche degli altri lavori dai quali sono stati tratti i pezzi: Un giorno devi andare (2013), Piazzàti (2008), Il vento fa il suo giro (2005).

La seconda parte della performance è un tuffo diretto negli anni venti del secolo passato: Furlati suona durante la proiezione di tre filmati: Centoventi vs Novecento di Clare Peploe, Il Sogno di Luigi Gianni e L’equilibrio del cucchiaino di Adriano Sforzi. Il pubblico è piacevolmente portato in un’altra epoca sentendosi vicino ed empatico ai primi spettatori del cinema muto, esperienza, quella della musica dal vivo durante la proiezione di una pellicola, che non fa parte del vissuto quotidiano di ogni persona e quindi sicuramente uno dei momenti salienti e più coinvolgenti della serata.

Daniele Furlati

Al termine della performance il pubblico è sicuramente stimolato ad approfondire la conoscenza del repertorio del pianista ma soprattutto è sazio di un piatto che solitamente non è presente nella sua tavola e che si spera, dopo questo primo assaggio, vi ritorni più spesso.

Leandro Paradisi

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